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sottomessa dal mio migliore amico
Scritta da: Lisistrata (1)

Io sono Luna, ho 18 anni, sono innamorata della vita e dei suoi piaceri, e come ogni adolescente credo e pretendo di avere il mondo in mano e la gente ai miei piedi.
Sono alta 1, 70 mt, carnagione color nocciola, un viso dolce, occhi scuri e bocca carnosa, capelli lunghi fino ai fianchi, castano chiaro e lisci, un seno piccolo (3a piena) ma sodo e un fondo schiena direi niente male... Questo solo per potermi visualizzare meglio all'interno della storia che sto per raccontarvi;
Comunque: all'inizio delle vacanze estive io e la mia compagnia siamo stati invitati nella mega villa al lago del mio migliore amico, Daniele, per un giorno ed una notte, mentre i suoi erano in vacanza, tanto per divertirci e stare tutti insieme... Mai avrei immaginato un epilogo così erotico della festa. Eravamo in sei persone, purtroppo gli altri non erano potuti venire. Il primo giorno passò in fretta, e nessuno ovviamente aveva intenzione di dormire la notte. Verso le cinque del mattino ci decidemmo a gonfiare i lettini da campeggio, e dopo aver distribuito le coperte a tutti gli amici, mi diressi nell'unica camera da letto, stanza attigua a dove c'erano gli altri, con il mio ragazzo.. Era la camera dei genitori di Daniele, non avremmo dovuto andarci, ma avevamo voglia di stare da soli... Non appena chiusi la porta sentii un braccio intorno alla vita che mi tirava a sè: mi trovai con la schiena appoggiata al suo torace e non potei non percepire un evidente rigonfiamento nei suoi boxer. Mi appoggiò le labbra all'orecchio e mi disse suadente“Questa sottoveste ti rende così sexy... Ma sei molto più bella nuda, Luna” mi sfilò la sottoveste che cadde a terra e notò con non poco piacere che non indossavo il reggiseno “mmm” mugugnò. Sentii le sue mani stringersi sui mie seni, prima piano e poi sempre più forte. Quanto avrei voluto poter gemere ma nella stanza accanto alla nostra c'erano tutti gli altri! Si tolse il pigiama, rimanendo in boxer, il rigonfiamento sempre più evidente. Spense la luce, in modo che l'oscurità fosse semi totale: riuscivamo a distinguere di noi solo i nostri stessi profili e degli oggetti e il luccicare degli occhi. Mi spinse verso il letto, ero sdraiata sulla schiena
“amore che vuoi fare...? Di là ci sono tutti...”
“sssssh. Voglio solo farti morire di piacere”
Mi stavo bagnando, ero eccitatissima, sia dalla situazione sia dal fatto che qualcuno ci avrebbe potuti scoprire da un momento all'altro, così lo lasciai fare “allora provaci, avanti” gli dissi con aria di sfida. Mi guardò famelico, e dopo un veloce bacio sulla bocca cominciò a baciarmi su tutto il collo, le spalle il torace, mentre con il pollice e l'indice di entrambe le mani mi stringeva i capezzoli. Com'era difficile stare zitta... Poi cominciò a mordicchiare nella zona dell'aureola fino a succhiare un capezzolo, con foga, prima uno e poi l'altro. Avendo le mani libere raggiunse con la destra i miei slip e me li sfilò “Questi non ti servono ora” Cominciò a massaggiarmi la fica: le grandi labbra, le piccole e poi il clitoride, mentre ancora la sua bocca era impegnata a mordere i miei capezzoli... mi faceva impazzire
“Sei bagnata”
intuii un ghigno nel buio
“Ma posso fare di meglio”
Non risposi. Cominciò a farmi un ditalino, prima con un dito, poi con due e infine con tre. Ero vicina all'orgasmo, e non mi trattenni “Dio si! Fammi venire! Fammi venire cazzo!” Sentito questo mi allargò bene le gambe, e le piccole labbra, poi ci si tuffò dentro con la faccia: sentii la sua lingua che mi leccava il clitoride e che entrava dentro di me sorprendentemente dura e forte. Mi dava dei colpetti forti, e mi leccava in modo magistrale, ma volevo di più, così, col fiato corto in preda ad un orgasmo da trattenere gli dissi “tutto qui?”
“mmmh dio adoro quando fai la troietta...” si staccò veloce da me e non capii subito le sue intenzioni. Velocissimo si rituffò tra le mie gambe, mentre tra le mani stringeva la bottiglia di Champagne finita molte ore prima.. Sentii il freddo del vetro sulle piccole labbra.. Non potei protestare: con un colpo secco avevo tutto il collo della bottiglia dentro di me “aaaaah dio si dioooo! Anche la bocca!! succhiami con la bocca” Con movimenti velocissimi faceva su e giù con la bottiglia e nello stesso tempo mi succhiava con foga il clitoride“aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah” con un urletto smorzato venni, mentre lui bevve tutti i mie umori, senza sprecarne nemmeno una goccia ripulendo anche la bottiglia. Mi sentivo in dovere di ricambiare il servizietto, così gli tolsi i boxer e cominciai a segarlo in fretta, mettendoci tutta la passione di cui ero capace, sfregando con le dita sulla cappella per eccitarlo di più, ma evidentemente questo non poteva soddisfarlo. Presi l'iniziativa e, dopo essermi voltata con la faccia rivolta al suo cazzo, già piuttosto duro, gli passai una gamba sopra il torace fino all'altro capo del letto, in modo che la visuale sulla mia fica depilata fosse delle migliori, e senza aspettare che si rendesse conto della mia audacia iniziai un pompino da urlo “Cazzo Luna si! Mmmmm... Oddio” sentii che stava per venire e decisi di portarlo al limite, anch'io volevo divertirmi un po'! Lo tirai fuori di bocca e cominciai a seguirne la geografia con la lingua: entravo negli incavi della cappella con la lingua, leccavo il tronco e poi di nuovo la cappella. Mi rimisi in bocca appena in tempo quel suo cazzo da 19 cm: ingoiai tre fiotti di sperma caldo mentre sentivo il mio lui ansimare di piacere.
E fu così che ci trovò Daniel, il nostro amico, nella mia bocca ancora il cazzo di Fede, e la sua mano ancora sulla mia nuca. Mi aspettavo il finimondo: che Daniel si indignasse, che si offendesse per il poco rispetto verso la camera dei suoi... invece rimase sulla porta, come stordito o forse inebriato dall'elettricità che c'era nell'aria. Non si scusò di aver interrotto la nostra notte, non si ritirò, ma anzi, venne nella stanza e si chiuse la porta alle spalle. Io nel frattempo mi ero seduta vicino alla testata del letto, coperta solo da un lenzuolo, mentre Fede aveva rimesso i boxer. “Ehm Daniel... Non volevamo che tu … Ehm” “Zitta, ho visto quello che hai fatto a Fede e vorrei che facessi qualcosa di simile anche per me” “Ma cosa...??? Ma Daniel io sono innamorata di Fede, come potrei? Non sono una...” “Troia? Si che lo sei, e posso anche dimostrartelo” “Ma che dici, come ti permetti???” “Smettila di parlare così alla mia ragazza-! Mi spiace per quello che hai visto, ma non stavamo facendo nulla di male quindi adesso esci e rimettiti a dormire” “Se permetti due parole Fede”disse Daniel “in privato” I due si ritirarono in cucina, e io di mio malgrado stavo di nuovo cominciando a bagnarmi: la situazione cominciava ad intrigarmi, avevo spesso fantasticato su Daniel, quel ragazzo un po' misterioso di cui le ex parlavano così eccitate, ricordando soprattutto le doti in campo sessuale e per quel che mi riguardava il mio migliore amico. D'improvviso Daniel entrò nella mia stanza, ed io mi ricordai di essere ancora nuda, coperta solo dal lenzuolo “Ho detto a Fede che non c'è problema per quello che ho visto, che lo dimenticherò e che non lo verrà a sapere nessuno, inoltre mi sono scusato per quella frase di prima... Mi sono lasciato trasportare”
sorrisi
“Grazie Dani”
“Ma sfortunatamente per te ho una cattiva notizia: consapevole che avreste fatto porcate ho installato la mia webcam e ho girato un filmato che tua madre non sarebbe contenta di vedere... Ma che i milioni di utenti di facebook e gli abituè del porno amatoriale invece si” sogghignava Daniel
“Che vorresti dire?”
“Che o domani verrai da me e farai quello che voglio io oppure questo video verrà visto da tutte le persone che conosci in meno di 5 secondi, la tua reputazione e quella di Fede crolleranno, a te la scelta”
“ma come puoi farmi una cosa del genere? Noi eravamo amici...”
“Se da amico non posso ottenere ciò che voglio...” lasciò la frase in sospeso, si sedette accanto a me e mi disse, con fare più protettivo “non lo perderai, e io ti prometto di cancellare il video non appena sarò soddisfatto... Faccio questo perchè voglio solo dimostrarti quanto sei troia, la mia puttanella personale per una notte intera. Domani entro le 22.00 dovrai essere da me. ” e, scostato il lenzuolo, mi strinse un capezzolo tra le dita: ebbi un brivido e feci la mia scelta.

Erano circa le dieci di sera quando suonai il campanello di casa sua, vestita con un tubino nero attillato che non osavo portare mai, ma che lui mi aveva ordinato di indossare, rigorosamente senza intimo, ed un paio di tacchi vertiginosi neri ai piedi: quell'abito è fantastico, riesce a mettere in risalto seno, cosce e fondo schiena. Avevo la pelle d'oca, e il cuore che batteva sempre più forte: mi sentivo davvero una puttana.
“Mi fa piacere che tu abbia fatto la scelta giusta, entra”
Entrai nella sua villetta, con passo incerto, rimanendo sulla soglia.
“Non fare la timida, sei la mia troia ora” la sua voce mi sorprese, era dura, tagliente, così lontana dal tono morbido e giocoso che teneva di solito, soprattutto con me. Chiuse la porta a chiave, poi si fermò a guardarmi, sgranando gli occhi
“mmm... Bene, molto bene, vedo che hai eseguito i miei ordini”
“ti prego Dani... “
“non parlare Luna. Zitta. Da qui in poi voglio sentire solo i tuoi urletti da puttana e nient'altro”
“Ma... I-io...”
“Così non va mia cara... Hai tante cose da imparare. Hai trasgredito un mio ordine, devi essere punita”
Stavo cominciando a bagnarmi, quella situazione, che avrebbe dovuto terrorizzarmi, mi eccitava da morire.
“Mettiti a carponi. Ecco così, bene”
Si inginocchiò dietro di me e mi alzò il vestito, scoprendo il mio culetto nudo. Lo strinse fra le mani, lo accarezzò a lungo. Mi stavo rilassando, ero convinta che non sarebbe mai stato capace di farmi del male. E poi lo fece, mi mollò uno sculaccione forte, poi un altro e poi un altro
“Ahi, ahi BASTA! Smettila!” mi faceva così male che mi vennero le lacrime agli occhi.
“Spero che tu abbia capito che ai miei ordini non si trasgredisce”
Essendo quello il mio primo errore, cominciò a leccarmi le natiche arrossate, per lenire il dolore, poi mi fece alzare e mi portò in camera da letto. Era grande, con un letto matrimoniale al centro. Mi sfilò il vestito ed io feci un giro su me stessa, in modo che potesse guardarmi per bene: ci stavo prendendo gusto. “Bene Luna, vedo che la tua vera anima da puttana sta cominciando ad uscire” disse Daniel. Mi abbracciò da dietro, sentii che mi massaggiava la schiena, le braccia, le mani, mi stavo lasciando andare. Poi lo sentii stringermi i polsi, forte: mi aveva messo le manette, ed ora le stava fissando alla testiera del letto: giacevo nuda a pancia in su sul suo letto, senza possibilità di scappare.
“Ora non potrai più ribellarti”
“Non che io volessi farlo” gli sussurrai maliziosa.
“Stai parlando... Non lo vuoi proprio capire che devi stare zitta?? Benissimo. Ci penso io: apri bene le gambe. Forza, fallo! Ecco così, brava” Mi toccò la fica, era fradicia “Ma guarda un po' la nostra puttanella quanto è bagnata” Mi infilò tre dita dentro con un colpo solo “Aaaaaaah” gemetti di piacere. Si sfilò la cintura che portava sempre, di cuoio con la fibbia grande si ferro, e pensai che volesse spogliarsi: mi ero completamente dimenticata di dover essere punita. Mi infilò un capo della cintura di colpo dentro la fica “ah! Mmmmm” non me l'aspettavo, ma era piacevole “questo farà un po' male... Allarga bene le gambe troietta: ti darò cinque cinghiate sulla tua fica aperta” sbiancai
“ Una! Due ! Tre!”il cuoio faceva malissimo, mi bruciava tutta, ma non potevo fare nulla per ripararmi “ora te ne darò una molto forte, pronta?” “Ah!” mi si inarcò la schiena per il dolore, poi girò la cintura dalla parte della fibbia, intenzionato a darmi la quinta cinghiata, ma qualcosa nel mio viso implorante lo addolcì “te ne abbuono una Luna, voglio riservarmi il piacere di sfondarti più tardi e non voglio farti del male ulteriore ora... hahhaaha” ridacchiò , poi cominciò a leccarmi i capezzoli e a morderli forte. Si spostò con la testa tra le mie gambe e cominciò a mordermi le piccole labbra ed a giocare con il mio clitoride e a succhiare e a mordere “Dani... Mmmmmmmm. Dio siiiii! Fammi venire!!!” “Non ancora troietta” si staccò da me, si mise in ginocchio sopra di me, avevo il suo cazzo enorme di 23 cm svettante davanti alla bocca
“fammi una pompa, puttanella”
cominciai a succhiare quel membro enorme con foga, ero curiosa di assaggiarne il sapore e la consistenza, lo leccai,mordicchiai piano la cappella. Dani ansimava forte. Quando intuì che stava per venire mi spinse tutto il cazzo in gola “non cercare nemmeno per idea di toglierti” Venne, ed io ingoiai tutto il suo sperma “Cazzo Luna, cazzo... Dio sei nata per fare la troia”
Tremava. Si portò verso di me e mi diede un bacio che non dimenticherò mai: era tragico, pieno di rimorso, ma anche di soddisfazione, teso, rabbioso, come a volermi dire <<questo era l'unico modo per averti>>. Ma il momento semi-romantico durò poco:
“Ora mi prenderò ciò che voglio”
“No fermati Dani...”
“Come tutte le troie prima supplichi e poi godi” Ero bloccata al suo letto, bagnata fradicia, e non sapevo cosa aspettarmi
“sai puttanella mia... credo che il mio cazzo sia troppo grande per te.. rischio di sfondarti subito, mentre mi voglio divertire al massimo con te” sogghignò e tornò con diversi attrezzi in mano di diametri tutti diversi. Ero spaventata ed eccitata, non volevo che mi facesse male “Dani.. ti prego, scopami pure ma non farmi male.. ho paura di tutte quelle cose hai portato e..” “Luna, Luna Luna... Non impari mai! Non devi parlare! Stavolta devo farti qualcosa che ti faccia capire che non voglio sentire altro se non te che godi come la cagnetta che sei... Stai ferma, non muoverti. Brava cosi” prese due mollette da bucato e le mise sui miei capezzoli: una scarica di dolore e di piacere mi fece urlare “ Aaaaaah Dani... Fa malissimo” “adesso apri le gambe” lo feci, senza sapere cosa aspettarmi: si mise un guanto di lattice emi fece un ditalino: tre dita dentro e il pollice sul clitoride, già iper sensibile dopo la cunnilingus “Mmm si così” “ti piacerebbe, ma devi essere ben più che punita stavolta” tolse di scatto la mano col guanto e prese tra il gruppo di cose che aveva due o tre foglie di ortica e me le passò sulle grandi labbra e sul clitoride e prima che potessi accorgermi del fastidiopiacere che procuravano cominciò ad allargarmi la fica “sei strettissima, troietta. Cos'è Fede ce l'ha piccolo o scopate poco?” non mi lasciò il tempo di rispondere e dopo avermi tolto le mollette
dai capezzzoli mi masturbò prima con una penna, poi con una carota e poi senza riguardo me lo sbattè dentro con un colpo secco: fece parecchio male, ma dopo due spinte il dolore divenne piacere... “scopami, scopami Dani! Dio si così” Cominciammo a scopare selvaggiamente, le mie mani ancora legate alla testiera del letto che scricchiolava
“Scopami più forte!! Aaaaaaaaaaaaaaah Si! Mmm! Ancora! ”
“Sei la mia puttana... mmmmm!
“Si si!! Fammi sentire la tua troia!”
Scopammo per mezz'ora circa poi venni copiosamente sul letto in preda ai brividi
“Daniel... Daniel... ” sussurravo il suo nome, lo volevo ancora dentro di me: una delle mie fantasie più segrete si era realizzata.
“A pecorina Luna” mi ordinò
Mi scopò ancora, e infine venne anche lui: ero piena di lui e sfinita, ancora incapace di credere a cosa fosse successo.
“Come scopi bene...”
“Lo so, ma potrei dirti la stessa cosa.”
Mi liberò un polso “girati di schiena, voglio sfondarti questo magnifico culo inviolato” Sbiancai, lì ero vergine e avevo troppa paura del dolore “no ti prego daniel... ti prego sono vergine lì.. con quel cazzo enorme mi farai malissimo...” “ti ho ordinato di girarti troietta!” mi fece rotolare sulla schiena e mi rinchiuse di nuovo il polso nelle manette
MI leccò il collo, mi baciò con la lingua per tutta la lunghezza della schiena... Mi fece rilassare e poi cominciò a leccarmi il buchino vergine.. Mi faceva impazzire “Mmmh Dani, mmmh mi piace!”
E poi senza nessun altro avviso sentii la sua cappella gonfia e il suo cazzo duro come il marmo premere contro il mio buchino “pronta? Sto per sbattertelo dentro e non mi fermerò finchè non sentirò le palle contro il tuo culo stupendo e sfondato.. Uno, due TRE” “aaaaah!” urlai di dolore e lo sentii completamente dentro di me. Si mosse due volte con dolcezza, e poi prese a scoparmi con una violenza tale da farmi sussultare ad ogni colpo “dio sei strettissima mmmh! Luna adoro fotterti mmmh!” dopo l'iniziale dolore comincio a piacere anche a me “mmm si dani siiii! Lo voglio tutto dentro! Scopami più forte, sfondami!” non capivo più
nulla volevo solo venire. Per darmi più piacere, senza smettere di incularmi, prese la zucchina e me la sbattè davanti, scopandomi anche davanti “Aaaaaaaaaaaaaaah!! Dio Diooooo! Siiii mi piace così! Venne prima di me e mi inondò il culo “dioo che troia... mmmmh! Adesso ti faccio venire!
Si tolse da me, rigirò le manette, in modo che lo guardassi e fossi seduta sul letto. “Siediti qui sopra “ prese la carota e la mise tutta nel mio culo ormai più che accogliente “Noo è troppo piccola!” non so perchè lo dissi, ma ero in preda ad un'eccitazione spaventosa “che troia che sei! Proprio una grande puttanella!! Siediti qua allora!” prese la zucchina, praticamente di diametro doppio rispetto alla carota “mmmm si!!!” me la sbattè tutta dentro, poi prese il boccettino del suo profumo axe, ancora più grande del suo cazzo e mi scopò con quello davanti e infine si tuffò nelle mie cosce e prese a mordermi e a succhiarmi con foga violenta il clitoride. Ebbi l'orgasmo più forte della mia vita.



“Cancella il video ora, avevamo un accordo, e io l'ho rispettato”
“Non c'è mai stato nessun video, Luna”
“CHE COSA???”
“Ti desideravo troppo, non sapevo come fare per averti. Tu e Fede state insieme da un anno e state benissimo insieme, inoltre lui è un amico. Troppe complicazioni: potevo averti solo in segreto e”disse guardandomi negli occhi ”ti dirò una cosa: ne è valsa la pena”
Mi diede un bacio sulle labbra e mi congedò.
Inutile dirlo, dopo quell'esperienza rimasimo e siamo tutt'ora degli ottimi trombamici.

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