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le dimensioni contano - parte 2
Essere fisicamente ben dodati, e sovente per questo motivo invidiati dagli amici, non è sempre un fatto positivo. Certo se si rientra comunque in "dimensioni" ritenute normali, va tutto bene.
Qualche problema si pone quando il tuo "amico" può creare qualche forma di inibizione proprio nelle ragazze che frequenti. Quante volte mi è capitato di essere quasi respinto. Arrivato ad un certo punto, dopo i preliminari, dopo avermi visto col cazzo in erezione, dopo la sorpresa iniziale, diverse donne, anche non più giovanissime, e per questo forse anche più esperte, non volevano lasciarsi andare completamente e permettermi di cogliere in ogni senso la loro intimità.
Certo devo dire che il momento più eccitante, e se si vuole più imbarazzante per la partner è sicuramente quando inizia a palpeggiarti e subito dopo ti abbassa i boxer. Il loro viso assume quasi sempre, da prima un'espressione incredula, poi quasi preoccupata, quasi pensassero: "e quel coso, adesso, questo qui dove me lo vuole mettere?"
Certo con l'esperienza, con la tanta pratica e sicuramente con tanta tanta tanta dolcezza, il mio cazzone ha regalato, alle ragazze che mi hanno frequentato, tantissimi momenti di godimento assoluto.
Inutile poi negare che essere molto dotati crea una sicurezza e quasi una spavalderia che ti portano ad avere molte più relazioni rispetto alla media dei tuoi amici. E questo era appunto uno dei periodi in cui si alternavano più donne in sella alla mia grossa cappella rossastra, spesso e volentieri anche le fidanzate più o meno ufficiali di quegli stessi amici che mi invidiavano.
Paola, che dopo un'amicizia di lunga data, aveva scoperto solamente il giorno prima, e anche in modo abbastanza casuale, le dimensioni del mio grosso membro, era stata di parola.
Sentii suonare il campanello nel primo pomeriggio, ero appena tornato dall'università, e stavo mangiando un boccone. Mi sporsi dalla finestra e la vidi mentre attraversava il vialetto della palazzina in cui abito. Si era vestita in modo provocante, la troia. Una camiciettina bianca, quasi trasparente, da cui si intravvedeva il reggiseno, una minigonna nera, calze anch'esse nere e le classiche scarpe tacco 12. Qualche istante dopo si presentò alla porta di casa, guance rosse ed estremamente eccitata, quasi non sembrava ci conoscessimo da così tanti anni, sembrava persino imbarazzata. "Paola! ,allora sei stata di parola!" , "certo" rispose lei, "sono proprio curiosa di vedere se oltre ad essere tanto grosso, questo cazzone può regalare orgasmi indimenticabili" e così dicendo mi accarezzo proprio il membro, "dai fammelo vedere" cotinuò, si sedette sul divano in soggiorno, e si sbottonò la camicietta sino a rimanere in reggiseno.
Aveva delle tettone enormi, una nona misura, e seduta sul divano, nonostante il reggiseno, quelle mammelle giganti si appoggiavano sulle sue belle coscie.
Paola non era una ragazza molto alta, direi il giusto, circa 1,60, e concentrava in se una bellezza esplosiva, delle belle coscie muscolose ma non grasse, un paio di piedini deliziosi , un culetto alto e sodo (frutto di svariate ore di palestra) un pancino piatto, un seno gigantesco e un visino da vera e propria troia.
Questa gran fica era seduta davanti a me, mi sorrideva eccitata, e nel frattempo passava la mano sulle mie coscie, sino ad arrivare all'altezza del pene. Strinse tra le mani l'elastico della tuta che indossavo e l'abbasso di colpo. Il cazzo, già mezzo scappellato, mi balzò fuori tutto d'un colpo, "ah però" fece lei ...."è proprio un pene gigante, da moscio è già più grosso del cazzo del mio ragazzo quando è eccitatissimo"e aggiunse "una cosa da non credere!! e queste palle? grosse come due mandarini!!.
Mi sorrise, iniziò a massaggiarmi il cazzo, e a baciarmi delicatamente la cappella, che nel frattempo stava diventando sempre più grossa.
Leccando e baciando mi procurà un'erezione da primato, si alzò, si girò dandomi le spalle e si abbasso la minigonna, fino a scoprire un culetto fantastico, non portava gli slip ma solo un reggicalze di pizzo nero, salì sul divano e mi porse la sua intimità....io la montai, da prima delicatamente, e poi una volta allargata, la chiavai con forza. "Dai fammelo sentire tutto" mi incitava, "voglio sentirlo fino alle palle!!" dal canto mio, con il cazzo ormai durissimo, la penetravo facendo scorrere tutta l'asta nella sua fica calda, provocando ad ogni stantuffata l'uscita di rivoli di umori caldi, che le scendevano sulle coscie sino a bagnare i cuscini del divano.
Le tettone di Paola sbattevano quasi violentemente sulla spalliera del divano, che cigolava paurosamente sotto i colpi della mia monta.
Tutto d'un tratto sentimmo il rumore delle chiavi nella porta di ingresso, la porta si aprii, e la signora Milena, la colf amica dei miei, che veniva a sbrigare le faccende domestiche entrò in soggiorno e trovandosi di fronte ad una scena degna del miglior film porno rimase a bocca aperta.
Io mi girai e d'istinto usciii dalla calda fica di Paola, per ritrovarmi col cazzo duro, in mezzo al salotto, davanti alla donna delle pulizie, che alternava lo sguardo tra me, Paola che nel frattempo si era seduta sul divano, comprendosi come poteva con un cuscino e il mio possente uccello.
Pensai subito di dovermi sorbire il predicozzo di Milena, e invece, da prima rimase in silenzio, quasi stupita, a fissare la mia cappella violacea, poi si avvicinò e iniziò ad accarezzarla con tutto il palmo della mano. Si inginocchio e iniziò a regalarmi uno dei migliori pompini mi abbiano mai fatto. Leccava avidamnete tutta l'asta, per poi passare a baciare la cappella e ad ingoiarla completamente. Mi girai verso Paola e la invitai a partecipare. Si ingiocchio anche lei davanti a me, a fianco di Milena, mi prese il cazzo i mano e iniziò a segarmi mentre l'altra continuava a succhiare. Dopo qualche minuto venni copiosamente, da prima in bocca a Milena, per poi schizzare pesanti fiotti di sborra sul viso e sulle possenti tettone di Paola.
Nel resto del pomeriggio mi chiavai le due troie per alcune ore, fino a quando ormai spossato e spossate non ci salutammo.

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