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la scatola rossa prima parte
Scritta da: ComeTiCerco (16)

ieri ho ricevuto questo invito da Paolo
“questa volta staremo soli. Ti vorrei provocante, ma lascio a te la scelta degli abiti, non devono mancare perizoma nero, calze autoreggenti e sandali con tacchi altissimi. Passo a prenderti alle otto”. Non so se essere sollevata al fatto di sapere che saremo solo io e lui. La sua presenza mi emoziona notevolmente e la serata si prospetta sicuramente piacevole, ma forse un po’ meno trasgressiva.

Mi preparo con molta cura.
Mentre salgo sulla sua auto lui mi guarda attentamente approvando il mio look con un segno di assenso. Entriamo in casa sua e noto che la tavola è già apparecchiata. Mi fa accomodare al tavolo proprio di fronte a lui e mi porge una scatola rossa molto particolare. Le dimensioni sono un po' più piccole di quelle di una scatola di scarpe, tuttavia non potrei proprio immaginare cosa contiene. Lui sorride vedendo la mia espressione stupita e mi dice “la scatola contiene un regalo per te. Un vero regalo prezioso, che sarà tuo solo se tu sarai mia per tutta questa notte” un brivido inaspettato mi percorre la schiena… mentre penso che io già gli appartengo, e non riesco a dare il giusto significato a questa richiesta. “in che senso?” gli chiedo improvvisamente intimidita e incuriosita mentre penso che non vorrei accettare un regalo prezioso, mi sembrerebbe solo che lui mi voglia comprare ma io non sono mica in vendita.
“nel senso che tu accetti il regalo ma io dispongo di te come voglio io senza che tu possa rifiutarti”
“ma io non mi sono mai opposta…”
“e io non ti ho mai chiesto cose estreme”
sento ancora un intenso brivido, tuttavia non temo la sua richiesta perchè sento dentro di me un desiderio incredibile di appartenergli come lui vuole. “estreme??? A cosa ti riferisci per esempio?” “facciamo così. Se ci sono cose estreme che non vorresti fare ti lascio scegliere tre alternative che non vuoi, poi il resto lo scoprirai, ma senza fretta”.

Sono davvero tentata di accettare, il fatto di sentirmi una puttana in vendita mi eccita notevolmente anche se tremo all’idea delle sue proposte estreme. Non so nemmeno prevedere a cosa si riferisca. E così gli chiedo un po’ di tempo di riflettere.

Intanto iniziamo a mangiare ma mi sento molto tesa. Da un cassetto vicino al tavolo lo vedo che prende delle foto e me le allunga “forse ti ricordano qualcosa? Vuoi dargli un’occhiata?” Prendo le foto con un misto di stupore e vergogna. Sono le foto che lui mi ha fatto mentre Cristina mi penetrava, o mi leccava… tutte le immagini mi ritraevano sempre in estasi, nuda e assolutamente devota alla Miss. Immediatamente mi sento salire l’eccitazione. E devo riconoscere che non mi ero mai sentita così vogliosa prima di conoscere Paolo.

Lui nota con piacere il mio imbarazzo “non ti devi vergognare, sei bellissima e sei stata bravissima, per questo ho pensato di farti un regalo” di nuovo mi sento mancare il respiro, mentre un brivido mi passa per la schiena. Mi chiedo quanto mi interessi il contenuto della scatola rossa, ma mi rispondo che vale sicuramente abbastanza per sentirmi una vera puttana che si fa pagare in cambio di una prestazione.

Ma quale performance si aspetta??? temo di dover subire violenze che non gradisco. Provo nuovamente a chiedere cosa lui voglia sperimentare sul mio corpo, ma lui mi guarda seriamente e mi dice…”sai che non è il corpo la prima cosa che mi eccita… mi piace scoparti la testa, farti sentire che mi appartieni e sei a mia disposizione… questo devi accettare se vuoi che possa comprarti”.

“Ci sono limiti che vuoi chiarire?” mi chiede nuovamente dando già per scontata la mia disponibilità. Mi sento tremare al pensiero di essere in sua balia per tutta la notte. Sento tutta la mia voglia di sperimentare nuove situazioni, desidero appartenergli, e se accetto lo faccio solo per me, per il mio essere femmina, per la mia indole puttana, per soddisfare la mia voglia di sentirmi la sua troia.Quindi gli sussurro “va bene accetto la scatola rossa e in cambio sarò la tua puttana per tutta la notte. Ma siccome tutto ha un prezzo, non metto restrizioni ma eventualmente chiederò maggiori compensi. Ti va?”
“sei proprio la puttana che voglio…”

Si alza da tavola e mi arriva alle spalle,mi apre la camicetta e mi sfiora i seni, ma il suo modo di fare è piuttosto aggressivo e io non mi sento a mio agio. “vedi il tuo seno non è così piacevole, è troppo piccolo, non vale poi molto” mi dice mentre me li stringe con forza tra le mani. E io mi sento umiliata da questa sua affermazione, anche se capisco che disprezzare fa parte del gioco. Mi sta quantificando economicamente, e inizia proprio dal mio punto più sensibile. mi valuta come se fossi una cavalla...

Poi mi dice di alzarmi e di andare in camera sua, “svestiti completamente tieni solo le autoreggenti e mettiti a quattro zampe sul letto, voglio che la tua testa sia rivolta verso il muro, e non devi voltarti se senti rumore” mi muovo lentamente, sono pentita di aver accettato, perchè Paolo ha cambiato repentinamente umore, e non è il Paolo che conosco e che sa come mettermi a mio agio.


mi sistemo come lui mi ha ordinato. Non sento assolutamente nulla, potrei pensare di essere sola… ma so che lui è sempre in grado di stupirmi. Tuttavia l’attesa mi sta eccitando, mi sento colare i miei umori, adoro Paolo e in fondo so che farei qualsiasi cosa per lui. Forse è un sentimento imperfetto, ma sento che non c’è nulla di sbagliato nel mio sentire di appartenergli.

Lo sento entrare in camera, mi sento i suoi occhi addosso mentre mi dice “lo sai che le puttane di strada prendono anche 10 cazzi per notte?uomini lerci e maiali, mariti insoddisfatti, miseri maschi lussuriosi” annuisco, mentre rimango allibita da questa affermazione.“E le puttane di lusso si fanno orge tutti i pomeriggi con uomini porci grezzi e bavosi??? e tu come ti definisci? Di strada o di lusso?”

Mi sento i brividi e mi rendo conto di quanto sono mortificata, con queste sue parole mette in dubbio tutta la mia personalità, mi fa davvero sentire come l’ultima della troie ingorda solo di soldi e senza dignità. Lui continua a infierire… “per prima cosa, ti farò il culo fino a svuotarmi i coglioni, facendoti un bel clistere con tutta la mia sborra, non ne farò minimamente uscire. si devo ammettere che hai un bel sedere stretto e accogliente, pronto per essere abusato e lo farò senza troppa gentilezza!” intanto sento le sue mani che mi stringono le natiche e provo davvero paura. Temo il suo comportamento, ma non azzardo nessun commento. “brava taci, sai che una puttana non ha diritto di scegliere”. Sento che con le dita si fa strada nel mio buco, ne fa entrare prima una e poi un’altra senza troppe precauzioni, ma mi sento sorprendentemente dilatata e pronta ad accoglierlo...

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